Subentrata la metodica follia di una traversia fine, coraggioso e parsimonioso di impeto audace, celermente e virtù a me alla mano, scardinavo i fiorei villosi esseri dal manto imbrunito. Lottavo e perduto il mio fedele mascalzone, feroce alleato in battaglie al limite della foga, mi accingevo a darle le ossequie! Eroe dal milletuttotravolgere, periva e sfracellava le sue possenti polene e vele più che maestre, svalangato dalla poltiglia fragorosa più che fragorosa e imponente valanghiera! Ella, spocchiosa e malandrina, spiccicante e pluriformosa, deformosa e timorosa di essere soluta, sbaragliava ogni terraglia inconsapevole! Fuggivo con gloria in attesa di tattica. -Pondera la mia figura insolvente, soluzione sarebbe solerla a solvere!- Chiara la chiave, svarco e frano il maestoso traforo. Liquefatta sostanza fuoriscente, solveva la pluriformosa ed eminente poltiglia a me. Piratescamente szattero e sguattero nel fiume di emocristalli e cadaverico flusso colmo di villosi in-esseri!
Un tuffo.
Struggente virata.
Riemersione.
Accellerata instabile, trasversa e discentente. Si intravede la fine del imperizio cammino: il Portale incavato..
giovedì 1 ottobre 2009
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1 commento:
oh musa, vanificami come stolto se ancor di me ragion d'essere vedi: oppponimi alla mia inconsistenza di falso sapiente e lascia che io possa aggiungere la spezia più sopraffina al gusto dell'esistenza marcata con zone variopinte; mostrami infine la conclusione.
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